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E’ possibile creare Nuove Escursioni o Modificare quelle sotto elencate a seconda delle esigenze del cliente. Per informazioni riguardanti i vari costi di transfer, prego contattarci al +39.3487392799

Area archeologica di Segesta (Max 6 persone)

• Partenza ore 8.30 da Mazara del Vallo
• Arrivo previsto ore 9.30 ai templi di Segesta
• Consigliato visitare il posto in tenuta ginnica

Si chiamava Segesta una antica città, non più abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia. La vecchia città sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo. Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.(fonte wikipedia)

Orario visite: PERIODO ESTIVO tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,00.
(da ultima domenica di Marzo La biglietteria chiude alle ore 18,00. a ultimo sabato di Ottobre)

Ingresso € 6,00
Ridotto € 3,00 [da anni 18 a 25 e docenti scuola]
Gratuito per i cittadini della comunità europea di età inferiore ai 18 anni e di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap, studenti universitari di facoltà attinenti ai Beni Culturali.
[Ai sensi della Circ. Assessoriale n. 62984 del 23/6/2008 che recepisce il D.M. n. 239 del 20/4/2006]

Ore 12.30 Ritorno a Mazara del vallo
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Area archeologica di Selinunte (Max 6 persone)

Partenza ore 9.15 da Mazara del Vallo

Arrivo previsto ore 10.00 ai templi di Selinunte

I ruderi di Selinunte si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani. Tutto il terreno interessato forma oggi un parco archeologico della dimensione di circa 40 ettari. Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel I ruderi di Selinunte si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani. Tutto il terreno interessato forma oggi un parco archeologico della dimensione di circa 40 ettari. Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l’opera più famosa, l’Efebo di Selinunte, che è oggi esposto al Museo Comunale di Castelvetrano. Il parco di Selinunte è divisibile nelle seguenti aree:
L’Acropoli,
La collina orientale La collina Mannuzza (con la città antica).La collina Gaggera (con il santuario della Malophoros).Le necropoli(fonte Wikipedia)

Orari di apertura Giorni Orari di apertura Tutti i giorni 09h00 – 1 ora prima del tramonto

Prezzo per persona € 6,00
Prezzo per i minori di 18 anni gratuito
Prezzo dai 18 ai 25 anni € 3,00
Prezzo per oltre i 65 anni € 6,00
Chiusura settimana Sempre aperto
Chiusura durante l’anno Sempre aperto

Ore 12.30 Ritorno a Mazara del vallo
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Beauty and nature-Riserva dello Zingaro e San Vito lo capo (Max 6 persone)

Si consiglia abbigliamento ginnico
Orari di apertura: Riserva dello zingaro dal lunedì alla domenica ore 07:00 – 19:30
Partenza ore 7.30 da Mazara del Vallo
Arrivo previsto alla Riserva ore 9.00

VISITA RISERVA DELLO ZINGARO

Fra San Vito lo Capo e Scopello, sulla lunga costa dove vivono e nidificano i rapaci, si estende la Riserva Naturale dello Zingaro, una delle più famose d’ Italia; chi desidera immergersi in una natura senza tempo, dove passato e presente si fondono armoniosamente, non potrà fare a meno di visitarla.
Gli antichi greci e i latini la chiamavano “Cetaria” per l’abbondanza dei tonni che si incontravano nelle sue acque.

Raccontare, in poche parole, questi sette chilometri di costa incontaminata non è facile, le piccole baie pavimentate da candidi ciottoli, il mare che si tinge di inattesi toni di verde e di azzurro, gli scogli appuntiti che separano le diverse spiaggette, la macchia mediterranea che sembra tuffarsi nel mare e le antiche case coloniche costruite sulla roccia si susseguono mischiandosi ai profumi e ai colori, sfoderando tutto il loro fascino.
Partendo da San Vito in auto si giunge alla riserva in 15 minuti.
La prima cala, la più grande ed anche la più frequentata in estate, è Tonnarella dell’Uzzo, dove si scende in pochi minuti a piedi partendo dalla biglietteria, a tal proposito, il biglietto costa 5 € – Ridotto: 3 € (ragazzi fino a 14 anni) – Speciale: 1 € (scolaresche ) – Gratuito: cittadini italiani età superiore ai 65 anni.

Se invece avete voglia di camminare, volete trovare una caletta meno affollata o godervi i gli angoli più nascosti di questa meravigliosa costa non dovete fare altro che addentravi nel sentiero e raggiungere le altre calette : Cala Torre dell’Uzzo , Cala Marinella, Cala Beretta , Cala della Disa o Zingaro, Cala del Varo, raggiungibile mare, e Cala della Capreria, vicinissima a Scopello.

La vegetazione è un’esplosione di colori specialmente in primavera; gli olivastri, i mandorli, i carrubbi si mescolano alle rigogliose distese di palme nane e alle numerose ed eleganti orchidee, mentre i frassini e gli alberi da sughero si alternano all’euforbia e al lentisco.
La palma nana, presente in tutta la zona, è il simbolo indiscusso della Riserva dello Zingaro; con le sue foglie, i contadini creavano oggetti di uso quotidiano, molti dei quali sono oggi custoditi nel piccolo Museo della Riserva.

La riserva si visita solo a piedi, nulla deve disturbare la quarantina di specie di uccelli che qui nidificano, tra cui l’Aquila del Bonelli, la Poiana, il Nibbio, il Gheppio e la fauna endemica.
Soltanto chi avrà la pazienza di percorrere a piedi questo habitat unico farà un’esperienza davvero indimenticabile.

A chi non può percorrere la Riserva a piedi consigliamo di ammirarne la bellezza dal mare, noleggiando un gommone o facendo un’escursione con i battelli che partono da San vito Lo Capo.

La Riserva dello Zingaro, prima in Sicilia, è stata istituita nel 1981 dalla Regione Siciliana.
Nulla si sa del perché questa zona si chiami “zingaro”, infatti di nomadi che hanno vissuto qui non c’è alcuna notizia nelle fonti storiche mentre viene indicata la presenza di una colonia di lombardi nel XIII secolo.
Anche se Lo Zingaro è particolarmente famoso per le spiagge, per i fondali limpidi e ricchi di pesce e le grotte sottomarine, è bene sapere che la riserva offre molto di più.
Nel suo territorio, infatti, si trovano molte realtà antropologicamente rilevanti come ilBorgo Cusenza, un piccolo gruppo di case abbandonate del tutto nei primi anni ’50, oggi al centro di un progetto di recupero della Riserva; e poi a ridosso della costa si trovano le testimonianze della vita di ottomila anni fa, nella Grotta dell’Uzzo , al cui interno sono visibili ancora oggi i resti di una civiltà contadina molto più recente, che merita di essere ricordata.

La riserva dello Zingaro è perfettamente fruibile da tutti, tre sono i percorsi classici: il primo corre lungo la costa da un limite all’altro della riserva, è il più frequentato e anche il meno impegnativo, il secondo, un po’ più faticoso, procede a zig zag sul territorio, incrociando la costa e le vette, mentre il terzo è riservato ai più sportivi, e praticamente attraversa tutto lo Zingaro dall’alto al basso.
Lungo i sentieri ci si può riposare o addirittura pernottare in vecchie case coloniche restaurate, unico imperativo categorico è: non sporcare, non inquinare, rispettare mare e terra e cielo.
La riserva interessa solo il territorio dello Zingaro, mentre per quanto riguarda il mare l’unico divieto è quello di avvicinarsi col motore della barca acceso al di qua dei 300 metri dalla costa.(fonte san vito web)

costo biglietto
5 € – Ridotto
3 € (ragazzi fino a 14 anni)
1 € (scolaresche )
Gratuito: cittadini italiani età superiore ai 65 anni.

Museo

All’interno dell’area della Riserva ricade un piccolo Museo naturalistico dove sono stati collocati recentemente i pannelli sul tema “Etnobotanica dello Zingaro” con i quali vengono messe in luce, attraverso immagini fotografiche, piante spontanee utilizzate nella medicina popolare secondo la tradizione locale delle comunità rurali ricadenti nel territorio della RNO dello Zingaro.

Le fotografie sono accompagnate da testi tratti dal volume “Il popolamento della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro”, già pubblicato dalla stessa Azienda con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università degli Studi di Palermo.

Le piante officinali che caratterizzano gran parte di questo territorio sono semplici creature che racchiudono virtù e segreti non visibili al semplice sguardo, ma che ai più attenti possono aprire un mondo dal quale, una volta entrati, è difficile sottrarsi.

Un mondo che, al di là di un elaboratore di salute, rappresenta la manifestazione di forme perfette quali solo la natura è in grado di offrirci.
Impariamo a conoscere e rispettare questi meravigliosi doni.
Biglietto intero: 5 euro
Biglietto ridotto:
(ragazzi fino ai 14 anni e militari di leva) 3 euro
Biglietto speciale:
(scolaresche, gruppi di allievi di corsi di formazione) 1 euro
Biglietto gratuito:
(cittadini italiani di età superiore ai 65 anni, bambini di tutte le nazioni di età inferiore ai 10 anni, forze dell’ordine in servizio)
I visitatori sono tenuti a conservare il biglietto per tutta la durata della visita

Ore 12.00 Partenza per San vito lo capo
Ore 13.00 Arrivo San vito lo capo

VISITA SAN VITO LO CAPO
San Vito Lo Capo è una piccola cittadina di mare che offre comunque molte attrazioni da vedere. Prime fra tutte la spiaggia, una delle più conosciute della Sicilia, molto affollata durante tutta la stagione estiva. Ma nonostante il grande afflusso dei turisti è ottima per rilassarsi al sole, infatti offre una spiaggia lunga e larga, con un mare quasi trasparente. La spiaggia di San Vito è adatta a tutti, anche ai bambini o a chi ha un pò di problemi con il nuoto, il livello del mare è molto basso e una volta entrati in acqua, dovrete percorrere decine di metri prima che il mare vi arrivi al bacino. Un ‘altra spiaggia valorizzata di recente è quella di Santa Margherita, situata tra il territorio di Macari e Castelluzzo. E’ una piccola spiaggia di sabbia rossa dall’aspetto selvaggio immersa in un paesaggio quasi lunare. Dalla strada un trenino gratis fa tutto il giro di Baia S. Margherita fermandosi ad ogni caletta. In centro, invece, da non perdere è il santuario, che si trova in via Savoia. Il Santuario è maestoso con 104 metri di base, 16 metri di altezza, mura dello spessore da un massimo di due metri e mezzo a un minimo di venti centimetri. L’edificio è stato ricostruito varie volte e la prima costruzione, risale al trecento, fu una piccola cappella dedicata a San Vito martire, patrono del borgo marinaro. Il faro è un altro simbolo di San Vito Lo Capo e la sua luce di notte arriva oltre le venti miglia marine, rendendolo uno dei più importanti di tutta la Sicilia.

Da visitare ancora in centro sono la Chiesa Madre e la Cappella di Santa Crescenza, edificata nel XVI secolo in onore della nutrice di san Vito. Il cuore del paese oltre a via Savoia è via Venza, una piccola stradina a pochi passi dalla piazza Santuario, che si è trasformata in una vera attrazione, con murales, piante rampicanti, antichi abbeveratoi in pietra trasformati in fioriere, e dove in estate si tengono concerti di musica classica e convegni culturali. Dalla via Venza si accede al Museo del Mare, che conserva importanti reperti recuperati sui fondali sanvitesi. Per gli sportivi, invece, non mancano le possibilità di escursioni e passeggiate anche a cavallo. Il Monte Monaco, per esempio offre queste possibilità ed inoltre a chi si avventura per i sui 532 metri di altezza regala un paesaggio bellissimo, con una vista sui golfi di Cofano, San Vito e Castellammare, fino a scorgere l’isola di Ustica. Infine da vedere sono anche le grotte, come quella di Capreria, dei Ciaravelli, e la Tonnara del Secco. Ad ovest invece delle escursioni organizzate ci porteranno ad ammirare la Grotta Racchio, quella di Cala Mancina e le Grotte dell’Isulidda e Perciata.(fonte fanpage.it)

Ore 17.00 Rientro a Mazara del vallo
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Castellammare del Golfo (Max 6 persone)
Partenza ore 09.00 da Mazara del Vallo
Arrivo previsto ore 10.00 a Castellammare del Golfo

Castellammare nasce come Emporium Segestanorum (porto della vicina Segesta) e fino all’arrivo degli Arabi la sua storia si identifica con quella della città elima. Si ipotizza che l’emporio esistesse già a partire almeno dagli inizi del V secolo a.C. Testimonianze in tal senso si ricavano sia dagli scritti di Erodoto sia da quelli di Diodoro Siculo e di Tucidide, che a proposito della spedizione ateniese in Sicilia del 415 a.C., più volte parla di navi che andavano o venivano da Segesta. A fare esplicito riferimento al porto segestano sono però Strabone e il geografo Tolomeo, che tuttavia da una errata collocazione del sito, forse per un mero errore materiale nella trasmissione del testo.
A Castellammare del Golfo si trovano le Terme Segestane in località Ponte Bagni. Le sue acque sono ipertermali e sgorgano ad una temperatura di circa 44° C. Nello stabilimento termale troviamo due piscine di cui una per bambini, e la grotta detta della regina una vera e propria sauna naturale. Tra i numerosi trattamenti praticati alle terme Segestane, ricordiamo la bagnoterapia, fanghi, grotte, massaggi, idromassaggi, aerosol, inalazioni ed irrigazioni. Si curano inoltre le patologie dermatologiche, dell’apparato motorio e respiratorio

Ore 15.00 Ritorno a Mazara del vallo
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Marsala Wine Tour (Max 6 persone)
(Tour in lingua inglese e Italiano)
Partenza ore 8.45 da Mazara del Vallo
Arrivo previsto ore 9.20 presso Cantina Florio

Cantina Florio

Florio ha dato vita ad un nuovo concetto di Cantina, un luogo coinvolgente in cui vivere un’esperienza unica e diventare protagonista di un mondo inaspettato. Le storiche Cantine Florio di Marsala si aprono al visitatore per offrirgli un viaggio carico di fascino e di suggestioni, attraverso cui esplorare un mondo sofisticato ed inatteso. Tradizione e innovazione si fondono nella Florio Concept Winey, che nasce dal desiderio di esprimere in maniera coerente e univoca una precisa identità, comunicata con stile ed eleganza. La pluralità delle emozioni che l’ospite vive si sprigiona dall’architettura stessa del luogo, dalla sua storia ultracentenaria, dall’allestimento degli spazi e dagli stimoli multisensoriali che gli giungono dai vari ambienti. Florio diventa così un’icona di innovazione nella tradizione perché ha saputo realizzare un nuovo concetto di Cantina in cui design, architettura, tecnologie avanguardistiche e profumi si legano in un unicum senza eguali.

• Orario d’inizio Tour ore 9:30
• Durata 90 minuti
• Visione del video 4D sulla storia del vino e dell’azienda; tour guidato della cantina storica del 1833; degustazione di un vino da aperitivo, un vino bianco, un vino rosso ed un vino da dessert, con piccoli abbinamenti gastronomici.
• Costo 13 euro adulto e 5 euro bambino che superano i 6 anni

Ore 11.15 partenza per centro storico di Marsala
ore 11.25 arrivo centro storico di Marsala

Visita centro storico di Marsala

Marsala deve il suo nome agli arabi ( Marsa-Allah porto di Dio), ma il nome originario era Lilybeo, un quadrilatero attorno al quale si trovavano le mura in difesa della città con le quattro porte. Oggi se andate in piazza della Repubblica ( Piazza Loggia) e vi posizionate all’angolo con piazzetta “dittatura Garibaldina” con la vista rivolta verso il mare avrete la possibilità di ammirare due delle quattro porte rimaste: Porta Garibaldi ( Portamare), e, a destra Porta Nuova; a sinistra alla fine del “Cassaro” si trovava Porta Mazara (distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale) e dietro di voi Porticella ( non più visibile ). Da lì potete iniziare il percorso per la visita del Centro Storico, interamente isola pedonale, iniziate con il Duomo dedicato al Vescovo di Canterbury, perché costruito in origine dagli imprenditori inglesi. Alla fine della visita della cosddetta “Matrice” prendete l’uscita laterale e vi troverete in una piazzetta coperta da alberi secolari andate a sinistra e dopo una decina di metri scorgerete la bellissima piazzetta Purgatorio con la fontana barocca e la chiesa del Purgatorio. Subito sulla destra e siete sulla Via Garraffa camminando sulla sinistra ci sono degli interessanti reperti archeologici della vecchia Lilybeo, proseguite fino a Piazza del Carmine, sede della Pinacoteca Comunale. Tutto l’anno vengono organizzate delle importanti mostre, ma comunque vale la pena visitarla, all’interno troverete uno splendido chiostro del XIII secolo. Adesso prendete la stradina che porta sulla via Bottino girate a sinistra e percorretela tutta fino ad arrivare in Piazza dell’Addolorata, siete nel cuore della città, lì trovate la sede del Comune uno splendido palazzo spagnolo e il mercato, esempio di una presenza degli arabi resa evidente dalla sua architettura. L’Antico Mercato la sera si trasforma in un punto di ritrovo grazie ai numerosi locali presenti. Dopo aver visto porta Garibaldi, chiamata così perché è da lì che entro il Generale dopo lo sbarco dell’11 maggio 1860, risalite la via Garibladi e non perdetevi il museo degli Arazzi fiamminghi, curato dalla Chiesa locale. Meritate un po’ di riposo. La via Garibladi è piena di bar e tavolini all’aperto. Fanno anche dell’ottima granita di limone.(fonte marsala.it)

Ore 12.45 partenza per Donnafugata
ore 12.55 arrivo Cantina Donnafugata

Cantina Donnafugata

ORIGINE – Donnafugata prende avvio nel 1983 dalle storiche cantine della famiglia Rallo a Marsala e nelle vigne di Contessa Entellina nel cuore della Sicilia occidentale; nel 1989 giunge sull’isola di Pantelleria dove inizia a produrre vini naturali dolci. Oggi Donnafugata produce e distribuisce, in oltre 60 paesi, vini rappresentativi di una Sicilia innovativa.TERRA – Donnafugata conta circa 338 ettari di vigneto (270 a Contessa Entellina e dintorni e 68 a Pantelleria) e 9 ettari di uliveto. Nei vigneti aziendali tutto punta alla produzione delle migliori uve possibili. Si coltivano i vitigni autoctoni – Ansonica, Catarratto, Grecanico, Grillo, Zibibbo e Nero d’Avola – e i vitigni italiani e internazionali che meglio hanno dimostrato di adattarsi alle caratteristiche pedoclimatiche dei territori. Le DOC di appartenenza: Sicilia, Contessa Entellina e Pantelleria. QUALITA’ E SOSTENIBILITA’ – “Dalla vigna alla bottiglia, non c‘è qualità senza sostenibilità”.
Donnafugata ha rinunciato ad usare diserbanti e concimi chimici, produce energia pulita e calcola la Carbon Footprint per monitorare e ridurre il proprio impatto ambientale.

Tour Cantina Donnafugata
• Degustazione di 4 vini abbinati a prodotti tipici siciliani e all’olio extravergine di oliva “Milleanni”.
• Durata 90 min
• Orario d’inizio 13.00
• Descrizione Visita della cantina e degustazione di 4 etichette scelte da Donnafugata, abbinate a salumi e formaggi siciliani, olive nocellara, olio extravergine e pasticceria secca.
• Costo 20 euro adulto( se la persona è astemia o non beve non paga)

Ore 15.00 partenza per Mozia
Ore 15.20 Arrivo Lido Mammacaura

Tour Mozia

Prendendo una delle due barche “ la Delfino I o la Jessica” dall’Interno della Laguna dello Stagnone di Marsala, dopo 5 minuti di tragitto si arriva a Mozia. Mozia è un’isola a sud-ovest della Sicilia dove 27 secoli fa si insediarono i Fenici. E’ un’isola molto piccola che ha un perimetro di circa tre chilometri, tanto che c’è chi la percorre facilmente in una sola giornata a piedi. E’ un posto oggi solitario, abitato da soli nove residenti, un tempo invece la popolazione ammontava a circa 3-4 mila persone. Mozia, assieme ad altre tre isole (San Pantaleo, Santa Maria e l’Isola Grande) delimita un tratto di mare dando origine così a una laguna detta “Stagnone di Marsala”. La zona è caratterizzata dalla presenza di mulini a vento che un tempo servivano a pompare nelle saline l’acqua marina da una vasca all’altra. La costa è bassa, piatta e uniforme, un paesaggio insolito per le coste dell’Italia meridionale, in genere caratterizzate da scogli. La vegetazione è costituita dalla macchia mediterranea in cui sono presenti fra gli altri il lentisco, il cappero, il pino d’Aleppo. Le saline, un tempo intensamente utilizzate, oggi sono per lo più abbandonate, ricovero di molte specie volatili che qui vengono a nidificare e tappa verso l’Africa di altrettanti uccelli migratori.(fonte Mozia Line)

• Durata 120 min
• Si consiglia abbigliamento ginnico
Adulti € 5.00 A/R
Bambini da 2 a 14 anni € 2.50 A/R
Gruppi adulti € 3.00 A/R

Ore 17.30 Rientro a Mazara del vallo
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Tour Trapani-Erice (Max 6 persone)
Partenza ore 8.00 da Mazara del Vallo
Arrivo previsto ore 9.15 a Trapani

VISITA A TRAPANI

Tra chiese e palazzi…le cose da vedere a Trapani non mancano!

Le chiese in città sono moltissime. All’estremità est del centro città, in via Pepoli, sorge il grande complesso dell’Annunziata che è il principale monumento cittadino. Alle spalle dell’altare principale si trova la Cappella della Madonna a cui si accede attraverso un bell’arco rinascimentale, chiuso da una grata in bronzo del 1591. Nei pressi si trova anche l’ex convento che oggi ospita il principale museo della città, il “Museo Pepoli”.

Nel centro storico si susseguono una serie di chiese di notevole interesse: la chiesa di San Francesco d’Assisi, la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di San Pietro e quella del Purgatorio, sita nell’omonima piazzetta.

Molto bella la Cattedrale, in corso Vittorio Emanuele, dedicata a S. Lorenzo ed edificata nel seicento su un precedente edificio trecentesco.

Una delle vie più attraenti della città è via Garibaldi fiancheggiata da palazzi e chiese settecentesche, tra cui emergono Palazzo Riccio di Morana, coronato da statue, Palazzo Milo e la Badia Nuova (S. Maria del Soccorso) una delle chiese più antiche della città.

Il palazzo che chiude in maniera scenografica la via è Palazzo Senatorio (o Cavarretta), la cui facciata è su due ordini scanditi da colonne e statue ed è coronata da due grandi orologi. Accanto si trova la Torre dell’orologio di origini duecentesche.

Da visitare è anche la via Libertà, dove si trovano la chiesa del Carmine, di stile rinascimentale fondata dai Padri Carmelitani, Palazzo Fardella e Palazzo Sanseverino.

Le strade principali, mete di lunghe passeggiate, sono Via G.B. Fardella, che percorre quasi tutta la città, e Corso Vittorio Emanuele. Soprattutto la sera, le vie si affollano di gente che trascorre delle ore nei diversi locali.(fonte trapaniwelcome)

Ore 12.30 Partenza per Erice
Ore 13.00 arrivo a Erice

VISITA A ERICE
L’abitato di Erice mantiene intatta la struttura assunta nel medioevo: le strade, le case e tutti gli edifici si trovano tutte all’interno del caratteristico perimetro triangolare, tanto da far risalire tale conformazione al culto della fecondità, simboleggiato nel periodo antico dalla Dea Afrodite.
Le possenti mura, ancora in ottimo stato soprattutto sul versante nord-ovest, risalgono a periodi differenti: la parte inferiore è addirittura del periodo fenicio, mentre quella superiore si deve ai Normanni, i quali aprirono le tre porte oggi presenti (Spada, Carmine e Trapani). Corso Vittorio Emanuele è l’asse viario più importante di Erice: non è pensabile arrivare ad Erice con la propria macchina, piuttosto si può lasciare negli ampi parcheggi fuori dalla città, oppure si può optare per la funivia o il corriere.
I Musei di Erice
Il Museo civico A. Cordici di Erice è organizzato all’interno del Palazzo Municipale sull’elegante piazza Umberto I. Qui è conservata la bellissima opera marmorea de L’Annunciazione, oltre a reperti archeologici di grande valore: la Testina marmorea di Afrodite, del IV a.C. e la pintadera, oggetto usato nell’antichità per ottenere stampi ornamentali su tessuti in pelle. A questi si aggiungono ulteriori oggetti rinvenuti lungo tutte le pendici del Monte Erice: bronzetti, utensili in terracotta, vetri e monete di epoche varie, che vanno dal periodo cartaginese fino al tardo periodo romano. Nel 1° piano del palazzo inoltre ha sede la Biblioteca comunale, con oltre 20.000 volumi e 300 manoscritti.
Il Museo Agro-Forestale San Matteo, a pochi kilometri dal centro di Erice, è per gli appassionati di natura un ulteriore tappa d’interesse. Situato all’interno del demanio forestale, comprende una ricca raccolta di flora e fauna caratteristici del territorio ericino, oltre ad una serie di antichi attrezzi agricoli ed un frantoio, luogo per la produzione dell’olio.
Il Museo Malacologico a circa 1 Km da Erice, ha la sua sede presso dei locali attigui ad una ex chiesa seicentesca. Al suo interno si trovano ricche collezioni di crostacei, echinodermi, conchiglie e fossili marini risalenti a epoche preistoriche.(fonte visitsicily)

Ore 17.00 Ritorno a Mazara del vallo
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Valle dei Templi Agrigento (Max 6 persone)

Si consiglia tenuta ginnica
Partenza ore 7.30 da Mazara del Vallo
Arrivo previsto valle dei templi ore 9.00

Il parco archeologico e paesaggistico dei Templi è uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greca classica. Su un crinale roccioso che delimita a sud l’altopiano su cui sorgeva l’abitato classico, ancora emergono i resti dei templi dorici, di incerta attribuzione. Più in basso, la piana di San Gregorio attraversata dal corso del fiume Akragas, alla cui foce si trovava il porto eemporion della città antica.(f.wikipedia)
La visita guidata consente di ammirare i magnifici templi dorici della collina sacra, recentemente inserita dall’Unesco nella lista del patrimonio culturale dell’umanità: il Tempio di Hera (Giunone), ilTempio della Concordia, il Tempio di Eracle (Ercole), il Tempio di Zeus (Giove) Olimpico e il Santuario delle Divinità Ctoniche.

Orari d’apertura della Valle dei Templi. Prezzo del biglietto d’ingresso

Collina dei Templi (Giunone, Concordia e Ercole). Orario d’apertura: tutti i giorni ore 8:30- 19:00.
Le biglietterie chiudono mezzora prima dell’orario di chiusura del sito.
Tempio di Zeus, Santuario delle divinità ctonie e Tempio dei Dioscuri: Orario di apertura. Tutti i giorni ore: 9:00-19:00
Biglietto d’ingresso: € 10,00 a persona
Ridotto: € 5,00
Biglietto cumulativo (valle e museo archeologico) € 13,50
Ridotto: €7,00
Ingresso gratuito: la prima domenica di ogni mese. N.B. Non si applica alle visite serali dalle 19:30. Ingresso gratuito solo per i minori di anni 18
Apertura serale e notturna dal 15 Luglio al 18 Settembre, 2015. Orari e biglietti

Ore 12.00 Partenza per Agrigento Città

VISITA CENTRO STORICO AGRIGENTO

La città di Agrigento si dispone sulla sommità (circa 230m sul livello del mare) di due amene colline, il colle di Girgenti, ad ovest, e la Rupe Atenea, ad est, un tempo separate da un avvallamento creato artificialmente dal filosofo Empedocle per permettere all’aria salubre di circolare nella città sottostante afflitta dalla malaria. I lavori di colmatura, iniziati nel 1860, hanno creato una spianata irregolare cinta da edifici pubblici e governativi che risalgono alla fine dell’ ottocento e ai primi del novecento: il Palazzo della Provincia e della Prefettura; la Questura, la sede della Poste; il Palazzo ex Gil; il Palazzo INAIL; il Palazzo del Genio Civile; la Caserma dei Carabinieri, la Stazione ferroviaria, la Banca d’Italia.
Ad est, dalla Porta di Ponte, si entra in Via Atenea (antica Via Maestra). La strada principale della città, lunga e tortuosa, si snoda ai piedi del centro storico e finisce nella Piazza Municipio. Ancora più ad est, il quartiere del Rabato, gravamente danneggiato dalla frana del luglio 1966.
Ad ovest, accanto alla Chiesa di San Calogero, inizia un lungo (1km) viale alberato, il Viale della Vittoria, comunemente chiamato “la passeggiata”. Iniziato nel 1848, per assicurare lavoro ai disoccupati della città, ha determinato una espansione urbana, al di fuori dell’antica cinta muraria medioevale, verso est, fino a lambire la Rupe Atenea con edifici che risalgono, per lo più, al periodo che precede la 2 guerra mondiale. Sulla destra, la Villa Bonfiglio col Monumento ai Caduti 1923), opera di Mario Rutelli. Dal Viale si gode una vista magnifica verso la sottostante Valle dei Templi e il Mare Mediterraneo.
Nel secondo dopoguerra, la città di Agrigento ha conosciuto un disordinato sviluppo urbano che ha interessato le pendici occidentali della collina e il rione sottogas, immediatamente a valle del centro storico e della stazione ferroviaria, con la costruzione di anonimi grattacieli che ne hanno in gran parte occultato la vista. La disastrosa frana del 19 luglio 1966 ha segnato la storia recente di Agrigento danneggiando antichi quartieri e lasciando senza tetto 7.500 abitanti. L’esigenza di dare un’abitazione a quanti ne erano rimasti privi ha portato alla nascita, a qualche chilometro dal centro, di numerosi quartieri satelliti spesso collegati con viadotti che caratterizzano il paesaggio urbano: Villaseta, Monserrato, Fontanelle, il lido di San Leone, il Villaggio Mosè. Ad essi si aggiungono le frazioni “storiche” di Montaperto, Giardina Gallotti e San Michele.

Ore 15.00 Ritorno a Mazara del vallo
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Tour Palermo-Monreale (Max 6 persone)
Partenza ore 8.00 da Mazara del Vallo
Arrivo previsto ore 9.30 a Palermo

VISITA A PALERMO
Che Palermo sia una città assolutamente da vedere almeno una volta nella vita questo è poco ma sicuro. L’Unesco ha definito il suo centro storico il più grande d’Europa, e questo ci fa capire quante bellezze e quanti tesori questa città possiede. Tuttavia ciò che caratterizza veramente il capoluogo siciliano sono le sue infinite e spesso assurde contraddizioni: tanta bellezza, tanta storia, tanta cultura e tanti tesori sono davvero troppi per una popolazione che vive ignara della sua fortuna e continua sempre ad ammirare ciò che non possiede.
In questa piccola miniguida vogliamo presentarvi le attrazioni principali di Palermo, quelle più famose e più significative, le 10 cose assolutamente da vedere a Palermo. Sono sola la punta di un iceberg, ma almeno iniziamo dalle attrazioni più importanti.

Cattedrale di Palermo
Ogni città che si rispetti ha una bellissima cattedrale che la rappresenta, e quella di Palermo non fa di certo eccezione. Dedicata a Maria Vergine dell’Assunta questa chiesa incarna il vissuto storico culturale della Sicilia e delle sue infinite dominazioni. Inizialmente edificata al culto cristiano nel 600, è stata trasformata in moschea nell’800 dai saraceni e poi ritrasformata in chiesa cristiana nel 1100 dai Normanni. E’ proprio questa mescolanza di stili che la rendono così unica. Al suo interno si trovano opere del Gagini e di Villareille, oltre a numerosi tesori come la corona dell’Imperatrice Costanza D’Aragona, la famosa Assunzione del Velasquez e tanto altro ancora.
Dal piano della Cattedrale partono i festeggiamenti in onore di Santa Rosalia, patrona della città.

Piazza Pretoria
Considerata da molti una delle più belle fontane del mondo, la Fontana Pretoria è uno dei simboli più rappresentativi di Palermo. E’ stata inizialmente costruita a Firenze e successivamente spostata a Palermo dopo essere stata acquistata dal senato cittadino. Al suo interno statue allegoriche rappresentanti divinità mitologiche e i 4 fiumi di Palermo: Oreto, Kemonia, Papireto e Maredolce.

Cappella palatina
La presenza del Palazzo dei Normanni, detto anche Palazzo Reale, ci ricorda che un tempo Palermo è stata capitale del Regno delle due Sicilie ed ha ospitato il re e successivamente i viceré. Attualmente è sede dell’Assemblea Regionale di Sicilia ed è uno dei monumenti più visitati dell’isola, oltre ad essere la più antica dimora reale d’Europa. Oggi è possibile visitare le sue splendide sale, come la Sala Rossa, la Sala Gialla, la Sala Verde, la Sala di Ercole, la Stanza di Re Ruggero, ecc… Al primo piano del palazzo si trova la splendida Cappella Palatina, gioiello di arte bizantina, dedicata a S. Pietro Apostolo. L’immagine di maggiore impatto è il Pantocratore benedicente, presente nella cupola.

Teatro Massimo di Palermo Il Teatro Massimo è uno dei gioielli più rappresentativi della città di Palermo. E’ l’edificio teatrale lirico più grande d’Italia e il terzo in Europa, dopo l’Opera di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Imponente, elegante, in una sola parola bellissimo. Impossibile non restare abbagliati dal suo enorme fascino.
Sulla facciata, sopra le sei colonne dell’ingresso, è incisa la frase: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire“.

Chiesa della Martorana
Nota come Martorana, la Chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio o di San Nicolò dei Greci è una chiesa dalla bellezza disarmante. Appena varcata la soglia è impossibile non emettere un “wow” di vero cuore perché la ricchezza degli affreschi, dei mosaici e dei decori non possono lasciare indifferenti. Sicuramente è una delle testimonianze dell’arte bizantina medioevale più significative d’Italia e si contraddistingue per la molteplicità di stili.

La Palazzina Cinese

Altra testimonianza della molteplicità di stili artistici della città di Palermo è sicuramente la Palazzina Cinese, che fu dimora del re Ferdinando IV Di Borbone e della moglie Maria Carolina nel 1799. L’aspetto e gli arredi dal marcato tratto orientaleggiante sono espressione di un gusto dell’epoca, e la rendono davvero unica nel suo genere. Assolutamente da visitare sia l’esterno, con i suoi ampi giardini, sia le stanze interne con decorazioni davvero molto deliziose.

Mercato di Ballarò

Non si può venire a Palermo senza fare un salto in uno dei mercati storici della città: Ballarò, la Vucciria, il Capo. Nelle innumerevoli bancarelle troverete di tutto, a cominciare dal cibo, materie prime, prodotti freschi, come carne, pesce e verdura. Qui troverete la vera essenza della città e potrete mangiare in una delle innumerevoli tavole calde che offrono il meglio dello street food siciliano!

Palermo Quattro Canti

I Quattro Canti rappresentano il vero centro di Palermo. Si tratta di una piazza di forma ottagonale, Piazza Vagliena, formata dall’incrocio di Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda. Ai 4 lati vi sono posti 4 edifici cormati da statue, fontane e colonne, che rappresentano 4 quartieri di Palermo: Albergheria, Capo, La Loggia, Kalsa. Al centro di ognuno di questi edifici si trovano le 4 statue che rappresentano quelle che un tempo erano le sante patrone della città: Cristina, Ninfa, Oliva e Agata.

ore 15.30 Partenza per Monreale
ore 16.00 arrivo a Monreale

VISITA MONREALE

Si giunge a Monreale da Palermo, percorrendo il bellissimo asse viario che partendo dal mare – dalla Cala, l’antico porto di Palermo – e attraversando la capitale (lungo il Cassaro, poi via Toledo, oggi Corso Vittorio Emanuele) prosegue per Corso Calatafimi e lungo lo stradone per Mezzomonreale, che si inerpica tra tornanti e splendidi scorci della vallata.

Questa strada è già parte dell’itinerario turistico-monumentale che vi consigliamo: la sua sistemazione urbanistica, così come la vediamo oggi, risale al periodo barocco, quando divenne usuale per l’aristocrazia palermitana salire in carrozza fino a Monreale per godere di un po’ di frescura durante gli assolati pomeriggi estivi.
Si costruirono allora le scenografiche fontane marmoree che puntellano il percorso, offrendosi alla sosta degli accaldati gitanti. Di belle fontane pubbliche, seppure meno monumentali di queste, è puntellata l’intera città, ed è interessante per il visitatore seguirne il circuito lungo le strade cittadine.

Monreale è famosa nel mondo per la sua splendida Cattedrale.
La chiesa è l’esempio più importante dell’architettura normanna in Sicilia: al gusto nordico si affiancarono qui elementi classici, tradotti ed interpretati dalle maestranze arabe e bizantine che ancora abitavano l’isola al tempo della costruzione e che lavorarono assiduamente al manufatto (mirabile esempio dunque di sincretismo religioso-architettonico).

La fabbrica fa parte di un complesso abbaziale di vastissime dimensioni, che si sviluppa tra il giardino del Belvedere, la piazza Guglielmo e la piazza della Cattedrale.
Il monastero comprendeva anche un chiostro, un ampio cortile, un grande dormitorio, due refettori (uno per i monaci infermi), la biblioteca e la sala capitolare, oltre a tutti gli spazi di servizio per quella che doveva essere in origine una cittadella fortificata ed autosufficiente, come testimoniano le tracce superstiti del sistema di torri che si trovano lungo il lato occidentale del complesso, inglobate nella cortina muraria (la Torre Fornace, la Torre Belvedere…).

Una di queste, la cosiddetta Torre delle Carceri, si trova inserita nella fabbrica della bella Chiesa degli Agonizzanti, posta esattamente di fronte all’ingresso della Cattedrale.
Questa piccola chiesa ad aula merita una visita sia per gli interessanti stucchi che la decorano, sia per lo straordinario paramento murario medievale rinvenuto durante gli ultimi interventi di restauro.

E’ in corso di restauro d’altronde tutto il complesso abbaziale che, una volta restituito alla comunità in forma organica ed unitaria, potrà essere di nuovo apprezzato come l’unicum architettonico-urbanistico di straordinario valore storico e qualità estetiche che doveva essere in passato.

La chiesa fu costruita in circa quindici anni, con una rapidità di esecuzione che fa pensare ad una organizzazione molto strutturata ed organica del lavoro e ad una direzione unica del cantiere (piuttosto che corale, come era tipica dei cantieri medievali).

La facciata è racchiusa ai lati da torri quadrate che stringono un portico a tre arcate, inserito nel ’700. L’ingresso all’aula avviene attraverso la splendida porta bronzea di Bonanno Pisano: 42 formelle che meravigliosamente raccontano l’Antico e il Nuovo Testamento.
Il portico settentrionale è invece opera rinascimentale di Gian Domenico e Fazio Gagini: su questo lato il portale di ingresso fu realizzato nel XII sec. da Barisano da Trani.

Fate un giro intorno alla chiesa, passando sotto il suggestivo arco che collega la chiesa al Palazzo Reale (oggi sede dell’Amministrazione comunale), per

andare ad ammirare le absidi, spettacolari, decorate da fasce di archeggiature policrome (calcare e pietra lavica) sorrette da colonnine pensili. All’interno la chiesa ha pianta basilicale, a tre navate, con transetto, absidi, e tetto ligneo a capriate decorate.

Molti dettagli dell’impianto decorativo interno (i pavimenti e la fascia basamentale) rivelano una chiara matrice islamica, ma lo straordinario paramento musivo fu realizzato certamente da mosaicisti provenienti dall’Oriente e da Venezia.

I mosaici d’oro delle navate, raccontano per immagini, vera Bibbia dei poveri, le storie del Vecchio Testamento e la Vita di Cristo.
Nel catino absidale troneggia, invece, ieratica e magnificente, la figura del Pantocratore.
La fabbrica della Cattedrale rappresenta il fianco meridionale del Chiostro benedettino: un quadrato di 47 metri di lato, porticato con una teoria continua di arcate a sesto acuto sostenute da 228 colonnine abbinate e decorate da intarsi moreschi tutti differenti.

Diversi l’uno dall’altro sono anche i capitelli, ornati mirabilmente con motivi antropomorfici, fitomorfici e con altri elementi di fantasia (tradizionali dell’immaginario medievale).
L’angolo nord-ovest del Chiostro accoglie una fontana a colonna intarsiata, di chiara ispirazione moresca e di forte valenza simbolica (l’acqua è elemento di purificazione sia nella tradizione cristiana che musulmana).

Dal Chiostro si può passare, attraverso il Dormitorio benedettino, da poco splendidamente restaurato, al Giardino del Belvedere (belli gli esemplari di magnolia), dal quale si gode di una vista amplissima sulla Conca d’Oro e la Valle dell’Oreto.

Rimanete qui qualche istante in silenzio, astraetevi dalla confusione, allontanatevi dal gruppo (se siete arrivati a Monreale con una gita organizzata) e immaginate come doveva essere questa valle all’epoca di Gugliemo II e ancora prima, al tempo degli arabi: una sconfinata, intatta pianura verde e lussureggiante, rigata di corsi d’acqua, punteggiata dai casini di caccia e di piacere degli emiri, profumata di fiori d’arancio e gelsomino.
Capirete allora perché un viaggiatore arabo definì questi luoghi “il paradiso sulla terra”.(fonte la valle dei templi)

Ore 18.00 rientro a Mazara del vallo

E’ possibile creare Nuove Escursioni o Modificare quelle sopra elencate a seconda delle esigenze del cliente. Per informazioni riguardanti i vari costi di transfer, prego contattarci al +39.3487392799



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